LORO DICONO:
L’autonomia scolastica consiste in una sorta di decentramento finalizzato a snellire il complesso apparato burocratico della scuola, consentendo una più facile gestione da parte degli organi collegiali interni alla scuola, anche in relazione a particolari situazioni territoriali o ambientali. Alle istituzioni scolastiche già in possesso di personalità giuridica e a quelle che l’acquistano sulla base di determinati requisiti lo Stato assegna una dotazione finanziaria per il funzionamento amministrativo e didattico. L’autonomia organizzativa è finalizzata alla realizzazione della flessibilità e della diversificazione del servizio scolastico. A tal proposito lo schema di regolamento in materia di autonomia, pubblicato successivamente, prevede la possibilità da parte delle istituzioni scolastiche di adottare ogni forma di flessibilità, dall'articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina e attività a quella di gruppi di alunni provenienti da diverse classi o da diversi anni di corso, fino ad arrivare alla definizione di una unità di insegnamento non coincidente con l’unità oraria Il governo dell'autonomia viene conferito al Capo di istituto sulla base di criteri specifici.
NOI RISPONDIAMO:
Pur essendo d'accordo in linea di principio con il concetto di autonomia, data la necessiti di snellire l’apparato burocratico estremamente complesso della scuola italiana, il progetto di Berlinguer lascia comunque molte perplessità. Il problema principale che si pone nei confronti dell’autonomia è che a tutt’oggi, a più di due anni dalla pubblicazione della legge, ancora non esiste una riforma degli organi collegiali interni alla scuola. L’intera gestione della scuola viene lasciala in mano al Preside senza che vi sia alcun controllo effettivo da parte delle altre componenti della scuola, prima fra tutte quella studentesca. E se si pensa ai presidi che ci sono nelle scuole italiane, la prospettiva è tutt’altro che rassicurante. Fino a quando non avremo una riforma degli organi collegiali, e quindi un governo dell’autonomia partecipato da tutto il Consiglio d'istituto, con potere decisionale da parte degli studenti, non potremo esprimere un parere favorevole sull’autonomia scolastica. Non ci piace l’idea della eccessiva flessibilità, che lascia molti interrogativi sul funzionamento delle singole scuole. Di chi sono le esigenze sulle quali si baserà questa flessibilità? Degli studenti e delle foro famiglie, che hanno diritto al migliore servizio possibile (pensate che cosa accade a chi ha più figli che frequentano diverse scuole…)oppure dei presidi e dei docenti, responsabili di queste decisioni, che nelle scuole svolgono un lavoro retribuito?
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