LORO DICONO:
Non avendo purtroppo (o per fortuna) altro su cui lavorare, il testo che analizziamo è, appunto, il resoconto della suddetta commissione, e il decreto sul '900. Quest'ultimo ha imposto, già da due anni, lo studio esclusivo del '900 nelle classi dell'ultimo anno, per rispondere a chi si lamentava perché i programmi di storia e letteratura non permettevano uno studio approfondito del nostro secolo. Per ciò che concerne la commissione tecnico .scientifica, essa si limita a definire genericamente i contenuti della formazione di base, riportando alcune affermazioni che ci preme riportare ed analizzare: 1 “…È assai difficile, oggi, proporre e far si che un individuo mantenga una sua identità definita, […] (bisognerà ndr) promuovere un fondamento di solidarietà universale che si anticipi alla definizione delle identità particolari…” 2 “La tradizione orale e retorica dell'istruzione e della cultura italiana non sono buone basi per una moderna educazione” 3. “Il Novecento può essere affrontato in assoluta serenità se ci si rende conto che nessun insegnante è al di sopra delle parti”.
NOI RISPONDIAMO:
Nel suo progetto di riforma globale Berlinguer ha dunque dimenticato di mettere mano ai programmi didattici, in assoluto la prima cosa da "riformare" nella scuola italiana. Ha invece introdotto il Decreto sul ’900 che ha inevitabilmente comportato l’abbandono di interi secoli di storia del nostro paese che, peraltro, il novecento hanno preceduto e, quindi, preparato (come pretendere di capire un secolo controverso e mistificato come il '900, se non studiando le sue premesse?). Relativamente alla commissione, c'è innanzitutto da dire che la commissione istituita da Berlinguer era composta da “saggi” facenti tutti parte di un'unica impostazione storico-culturale, cioè, ovviamente, quella marxista, come se in Italia ci fossero unicamente marxisti. Per ciò che concerne le dichiarazioni succitate: 1. Non siamo d'accordo con il significato che si dà al concetto di identità particolare, che in questo caso coincide con l’identità collettiva di una comunità. Proprio a fronte di una società, come quella italiana, soffocata da molteplici spinte e incapace di mantenere la sua identità definita, si deve puntare sul recupero delle identità particolari. 2. Non è chiaro il significato di questa affermazione che comunque suona pericolosa. La tradizione orale italiana è il modo migliore per insegnare la capacità di elaborazione di un discorso. 3. Se già accade che quei pochi studenti politicizzati vengano spesso giudicati a causa delle loro idee politiche in sede di scrutinio, cosa accadrà quando questo processo avrà un riconoscimento istituzionale?
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