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Rappresentanza studentesca

LORO DICONO:

Con l’ultima bozza di lavoro, sulla rappresentanza studentesca il ministero intende valorizzare, accanto al canale della rappresentanza istituzionale (Consigli d'istituto, Consigli Scolastici Locali, Conferenza Nazionale dei Presidenti di Consulta) l’attività associativa degli studenti come forma di espressione e di rappresentanza autonoma e complementare a quella istituzionale. Obiettivo comune del Ministero e delle associazioni è quello di costruire un sistema di rappresentanza associativo rispondente sia alla necessità di includere tutte le associazioni rappresentative, sia a quello di definire criteri trasparenti che possono essere oggetto di generale consenso. Viene quindi istituito il “Forum delle associazioni studentesche rappresentative”, composto dal Ministro, dal Sottosegretario di Stato competente, per un massimo di tre rappresentanti per ognuna delle associazioni che ne fanno parte. Il Forum hoa come funzione principale quella di essere sede del confronto fra il MPI e le associazioni, che possono presentare proposte, relativamente ai provvedimenti più direttamente rivolti agli studenti. Per entrare a far parte del Forum le associazioni devono rientrare in determinati requisiti, divisi in fasce, individuati in. iscritti, adesioni, rappresentanti nei Consigli di Istituto, Rappresentanti in Consulta, le cui quantità numeriche sono individuate dal Ministero.

NOI RISPONDIAMO:

Era il 1993 quando, Fare Fronte (poi confluito in Azione Studentesca) propose per la prima volta il riconoscimento delle ASR (Associazioni Studentesche Rappresentative), attraverso una elezione democratica da parte degli studenti nell'ambito del rinnovo dei consigli provinciali. La proposta di legge prevedeva che le associazioni che avessero ottenuto, seggi in almeno 20 Province, sparse in almeno cinque Regioni fossero riconosciute dal Ministero, come organizzazioni capaci di confrontarsi con il Ministro sulla riforma della scuola, e che a queste associazioni venissero forniti dal Ministero spazi e fondi per favorire l’attività di tutela del diritto allo studio. È sulla base di quella rivendicazione che oggi il Ministro formula le bozze di documento sul riconoscimento delle associazioni. Ma lo fa con alcune sostanziali differenze che di fatto trasformano una delle iniziative più interessanti che il Ministero potesse portare avanti in una sorta di nuovo “contentino” nel tentativo di soffocare la contestazione. Di fatto le organizzazioni spontanee vengono trasformate in piccole strutture di partito, con tanto di iscritti, anche se l’unica cosa che le differenzia dai partiti è l’elemento democratico (vengono preferiti i tesseramenti alle elezioni, strumento democratico per eccellenza). Peraltro queste associazioni riconosciute non hanno alcun potere contrattuale effettivo nei confronti del ministero, visto che il Forum non riconosce di fatto agli studenti (e quindi alle organizzazioni che li rappresentano) maggiore potere decisionale di quello già sancito dalle Consulte. Insomma, un patetico e demagogico tentativo di soffocare il movimento studentesco senza concedere nulla in cambio. Vergogna!